Castalia, personaggio della mitologia Greca, era una ninfa mutata in fonte dal dio Apollo: chiunque ne bevesse le acque o ne ascoltasse il mormorio diveniva sensibile al genio della poesia e della bellezza.

Quello che noi crediamo è che gli strumenti informatici, se adeguatamente utilizzati e opportunamente diffusi, possono svolgere, nell’ambito della fruizione del bene culturale, lo stesso ruolo che nella mitologia greca giocava la fonte Castalia. Possono cioè indurre nel fruitore (parliamo dei visitatori di musei e monumenti, ma anche nei lettori e in coloro che si accostano in un modo o nell’altro all’oggetto artistico o al reperto archeologico di ogni genere e natura) quel “senso” della scoperta e della bellezza senza il quale ogni “visita” a un museo o a un monumento rimane una semplice, magari gradevole, passeggiata ma non si muta, come invece dovrebbe, in occasione di crescita culturale e di affinamento intellettuale.